Matita meccanica per scrittori - Pentel Kerry


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Le matite mi sono sempre piaciute fin da quando ho impugnato la prima, ma per la tipologia di matita, sono andato a fasi. La fase delle matite meccaniche coincide principalmente con gli anni delle scuole superiori al geometri, mi sembrava la matita più adatta per me, era autosufficiente, mina sempre pronta e appuntita con un clic, gommina sul retro; anche se poi per il disegno tecnico usavo il portamine da 2 mm.
La fase attuale, ormai stabilizzata, mi vede preferire le matite in legno (se anche per voi è lo stesso vi consiglio il libro "How to sharpen pencil") e così per molti anni non avevo più acquistato matite meccaniche nuove, l'astensione era stata interrotta con la Kurutoga, una matita originale ma che non mi aveva entusiasmato, poco dopo avevo acquistato la Pentel Kerry e qui invece la soddisfazione era stata alta.

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Quello che contraddistingue la Pentel Kerry salta subito all'occhio, è l'essere munita di cappuccio: la punta invece di rimanere esposta o rientrare, viene protetta da un cappuccio metallico, come se fosse una penna stilografica. I vantaggi sono chiari, se cade (chiusa) non si rovina la punta, o se messa in una tasca non la buca, oltre ovviamente al lato estetico di originalità, son ben poche le matite con il tappo.
Per contro bisogna ammettere che quel cappuccio diventa un po' fastidioso da mettere e togliere, sicuramente le matite con il meccanismo a doppio clic che fa rientrare il puntale sono più pratiche, ma la stabilità della mina che permette la Pentel Kerry non l'ho mai trovata nelle altre matite meccaniche.

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Le sue caratteristiche mi hanno catturato, è abbastanza piccola, metà in metallo e metà in plastica, ma una volta sistemato il capuccio sul retro, si ottiene un'ottima bilanciatura, questo mi ha sorpreso dato che chiusa qualche incertezza me la dava al tatto nel sentire la differenza di materiali delle due parti.
Altra nota positiva è il meccanismo interno che, come dicevo prima, dona alla mina un'ottima stabilità a beneficio del tratto. Una volta smontata si vede come le componenti interne siano tutte di metallo e di ottima finitura.

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Viene venduta in vari colori: nera, blu, rossa, rosa, verde oliva. Nel formato per mine da 0.5 o 0.7 mm. Non c'è moltro altro da dire, se non che gli assegno il bollino di qualità e che il suo uso ideale è come matita da scrittura. Prezzo: circa 20 €.

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Alternativa a Moleskine: taccuino Leuchtturm1917

Leuchtturm1917-taccuino-alternativa-moleskine
Il mio primo taccuino era stato una Moleskine, un regalo usato con parsimonia per annotare idee, prendere appunti durante le conferenze o brevi schemi da libri letti. In seguito di Moleskine ce ne sono state tante altre, piccole, medie e grandi, quasi sempre con le pagine bianche, un paio di volte con le righe, usate con molta meno riverenza.
Nel tempo la Moleskine, come azienda, si è fatta grande e ha cercato di ampliare l'offerta, secondo me non in modo esemplare, nel senso che ho notato come le novità proposte fossero spesso belle idee realizzate male: prodotti basati più sul marchio che sull'effettiva qualità pratica (vedi luce lettura, vedi taccuino cinema, vedi matita Moleskine).
Un po' deluso dalla strada seguita dalla compagnia ho provato a guardare ad altri taccuini. Già in passato avevo provato con soddisfazione quelli proposti dalla Ciak, ma il formato è molto diverso, e volendo trovare qualcosa di più simile come alternativa alla Moleskine sono incappato nella Leuchtturm1917.
Come si può vedere dalle immagini qui sotto non si sono sforzati molto, sembra quasi una fotocopia, purtroppo una fotocopia venuta un po' male.
Il modo migliore per presentare questo taccuino è fare un confronto diretto con la nota Moleskine. Per essere precisi i due modelli confrontati sono le versioni con la copertina morbida e pagine bianche: Leuchtturm1917 notebook pocket (A6) [pagato 7.50 €] e l'equivalente Moleskine pocket [pagato 11 €].


Dimensioni
Sovrapposte si vede che la larghezza è uguale mentre il taccuino Leuchtturm1917 è leggermente più alto, di 1 cm.

Leuchtturm1917-versus-Moleskine

Pagine e carta
Il numero di pagine nel taccuino Leuchtturm1917 è inferiore rispetto al Moleskine, 121 contro 190. Nel primo le pagine sono numerate, nel secondo no; io preferisco senza numero pagina, sei più libero e nel caso uno lo desideri basta scrivere i numeri a mano.
Il taccuino Leuchtturm1917 da pagina 106 alla 121 ha una linea verticale preforata che permette di strappare le pagine, il taccuino Moleskine ha tutte pagine normali e secondo me per il taccuino è meglio così.
Il taccuino Leuchtturm1917 ha la carta leggermente più chiara e, avevo letto da qualche parte, di una tipologia più adatta all'inchiostro delle penne stilografiche rispetto a quella usata da Moleskine. Non usando penne stilografiche non sono in grado di riportare considerazioni a riguardo, mentre per biro e matite posso dire che il tratto rimane ben definito, ma la grafite delle matite mi pare faccia poca presa come se la carta del Leuchtturm1917 fosse più liscia (ma ho fatto solo qualche scritta di test).
La carta è leggera, sul retro pagina si vede sia il tratto a penna che a matita, se si usa una penna a gel come la Pentel Energel BL107 la trapassa in alcuni punti, mentre la Pilot G-2 0.7 no.

carta-Leuchtturm1917-moleskine

Elastico
Nel Leuchtturm1917 l'elastico è più spesso e forse l'unico vero aspetto che risulta migliore del Moleskine, per contro la copertina nella zona dove passa l'elastico sui bordi è rovinata, nel senso che il colore nero è un po' grattato via, mentre sul Moleskine la copertina risulta solo leggermente piegata ma non rovinata (probabilmente complice proprio l'elastico, molto più mollo).

Leuchtturm1917-elastico-rovinata

Tasca
La tasca a soffietto sul fondo è presente anche sulla Leuchtturm1917 ma di qualità inferiore, nel mio modello risulta pure leggermente scollata, invece sul Moleskine l'ho sempre trovata ben salda e robusta. Sembra uno cosa inutile, ma alla fine qualcosa in quella tasca ci va sempre a finire.

Leuchtturm1917-tasca-soffietto-scollata


CONCLUSIONE
Per quanto riguarda le mie esigenze devo rilevare che la Moleskine risulta nettamente più adatta, non nascondo che inizialmente confidavo molto nella Leuchtturm1917 e speravo potesse essere un sostituto addirittura migliore del celebre taccuino di Bruce Chatwin.
Alla prova dei fatti il loro motto "i dettagli fanno tutta la differenza" non mi pare sia rispettato, anzi è proprio nei dettagli che perdono il confronto con la Moleskine, certo dalla loro parte hanno il lato economico la Leuchtturm1917 costa qualche euro in meno, ma è anche vero che si fanno sentire.
Se effettivamente la carta risulta più adatta per l'inchiostro delle penne stilografiche credo che la consiglierei solo a chi predilige quel tipo di penne, per tutti gli altri rimando alla Moleskine o a proseguire la ricerca di un degno sostituto.

La torcia che ti serve - ThruNite T10

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[ ThruNite T10 - ThruNite Ti3 - ThruNite Ti4 ]

Una torcia può servire a tutti: se salta la luce, cade qualcosa sotto un mobile, in una passeggiata notturna, in una tenda da campeggio...
Io ne tenevo una sempre comoda in un cassetto, ma quest'estate mi sono dimenticato dentro la pila (non di buona qualità) che, complice il caldo, ha fatto fuoriuscire la sostanza acida con il risultato di dover buttare la mia vecchia piccola torcia MagLite.
Dopo la prima volta che mi è capitato me ne servisse una, ho pensato fosse giunto il momento di acquistare una nuova torcia e con qualche ricerca ho trovato quella che poteva fare al caso mio. 
Mi sono accorto che con una manciata di euro se ne trovano tante, più o meno simili e che magari funzionano anche bene, però ho preferito indirizzarmi su qualcosa che mi garantisse maggiore qualità e così sono giunto alla ThruNite T10 (pagata 24 €) nella versione "Neutral White" (c'è anche la "Cool White"; per avere un'idea della differenza di luce ecco un video test). 

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[ La ThruNite T10 è confezionata in una resistente scatola in alluminio ]

In realtà inizialmente avevo individuato anche altri due modelli di torcia che potevo prendere in considerazione (vedi immagine in apertura del post). Uno era la versione più piccola, la Thrunite Ti3, con dimensioni da portachiavi (infatti ha anche l'attacco per le chiavi), che funziona con una pila AAA (ministilo). L'ho eliminata pensando che a quel punto tanto vale usare l'applicazione torcia dello smartphone, tanto ormai è più facile avere fra le mani il telefono che le chiavi. 
L'altro modello scremato fra la moltitudine di torce disponibili nel mercato, era quello tipo penna, la Thrunite Ti4, in pratica il formato di torcia che usano i dottori per guardarti in gola. Questa torcia funziona con due pile AAA e anche se permette una maggiore potenza di luce massima, ha una durata minore in quella a livello basso (12 h) rispetto a quella che ho scelto, ossia la ThruNite T10 (39h).

[ Contenuto confezione: clip, diffusore, torcia, anello impermeabilizzazione di riserva ]

Questa ThruNite T10 è comunque di dimensioni contenute, sta senza problemi anche nella tasca dei pantaloni, funziona con una pila AA (stilo), quindi il tipo di batteria più comune e facile da trovare. 
Ha il vantaggio di poterla usare come una candela, con l'apposito adattatore di plastica che funge da diffusore. Per esempio se non c'è illuminazione si può accendere la torcia, appoggiarla in verticale sul tavolo e hai a disposizione 39 ore di luce (dichiarate). Niente male direi, per questi motivi l'ho preferita alle altre papabili.

[ ThruNite T10 con l'adattatore diffusore applicato, detto anche versione "pugnale Jedi" ]

Il tradizionale fascio di luce in modalità alta ha un'ora e mezza di autonomia che vi stupirà per la luminosità considerate le dimensioni e l'uso di una sola batteria AA. 
Esiste anche una modalità firefly (lucciola) in questo caso la luce emessa è veramente fioca e la durata dichiarata è di 147 ore, in pratica va bene per leggere un testo senza disturbare chi sta vicino, o nel caso abbiate un'importante missione di spionaggio in notturna e non dobbiate farvi vedere dal nemico, ecco che potrete controllare la cartina o i documenti segreti senza segnalare a tutti la vostra presenza. Quindi 007 in erba è perfetta anche per voi! 


Funzionamento
Per accendere e spegnere la torcia si preme forte l'interruttore posizionato sul retro. Per cambiare livello, quando la luce è accesa, basta premere lo stesso interruttore in modo leggero per passare ciclicamente da firefly, a luminosità bassa e luminosità alta. Tiene in memoria l'ultima modalità utilizzata.
Qui sta l'unico difetto che ho trovato: è facile che spegnendo si faccia scalare anche la modalità e così spegnendo con il livello alto ti ritrovi all'accensione con la modalità firefly. Probabilmente era meglio mettere il cambio di modalità con un meccanismo a scatto sulla ghiera, in modo da lasciare il tasto sul retro con un unico scatto per accensione spegnimento.

Caratteristiche
  • Equipaggiata con Cree Led XP-G2, attesa di vita 20 anni
  • Design compatto, 9 cm di lunghezza per 2 cm di diametro.
  • Funziona con una sola batteria AA.
  • Protezione contro l'inversione di polarità.
  • Impermeabile IPX-8.
  • Luminosità e autonomia: alta (169 lumen) per 1.5 ore, bassa (20 lumen) per 39 ore, firefly (0.2 lumen) per 147 ore.
  • Garanzia a vita.