Quale pennello da barba? Omega 48 o Omega 10066?


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Il mio primo pennello da barba è stato un Wilkinson Sword preso al supermercato dieci anni fa, lo usavo per stendere la schiuma della bomboletta ogni tanto, non mi ero posto il problema se fosse buono o meno, sullo scaffale c'era solo quello, lo usavo raramente e funzionava, mi bastava.
Quando, qualche mese fa, avevo deciso di provare i saponi da barba Proraso da montare in schiuma avevo pensato di rinnovare anche il pennello, non avendo grandi pretese mi ero informato su quale modello potesse avere un buon rapporto qualità prezzo, in molti casi trovavo consigliato l'Omega 48, così la mia scelta è caduta su questo modello, felice che fosse pure un prodotto italiano.
Avevo letto che prima d'iniziare ad usare il pennello è meglio avere l'accortezza di riempire una tazza con dell'acqua calda immergerlo e lasciarlo in amollo per una notte. Così ho fatto. Questa procedura dovrebbe avere il duplice beneficio di ridurre la perdita di setole e stemperare l'odore acre che emana all'inizio.

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L'esperienza con l'Omega 48 è stata soddisfacente, montava la schiuma in un minuto e spennellare era tutta un'altra cosa rispetto al vecchio e ingessato Wilkinson Sword, ma fin da subito c'era una cosa che non mi convinceva: le dimensioni.
Ho aspettato un po' di tempo per vedere non fosse solo una questione di abitudine, ma mi ritrovavo con la sensazione confermata. Usandolo mi sembrava di usare un pennello grande per una parete piccola; non mi suonava bene. Inoltre vedevo che sprecavo sapone inutilmente, decisi di cercare un'aternativa più adatta alle mie esigenze.

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Mi indirizzai quindi su un modello minore, sempre della stessa casa produttrice, e scelsi l'Omega 10066 che è di dimensioni più contenute (come si può vedere nelle foto), ma mantiene un buon ciuffo di setole. 
Il manico dell'Omega 10066 è in plastica con una leggera bombatura che si è rivelata ottima per la presa e anche per appoggiare il pennello nella ciotolina senza farlo rotolare o cadere dentro, un altro aspetto che me l'ha fatto apprezzare di più rispetto dell'Omega 48.
In conclusione anche se il pennello Omega 48 sembra essere più famoso e consigliato, io mi sono trovato meglio con il più piccolo ed economico Omega 10066 che mi permette di stendere meglio la schiuma e sprecarne meno, oltre ad avere una migliore ergonomia. Per questi motivi consiglierei come primo acquisto l'Omega 10066 mentre l'Omega 48 lo vedo più come un pennello da barba per un barbiere che, facendo più rasature in un giorno, ne può sfruttare meglio la dimensione generosa.

Saponi di barba Proraso che differenza c'è fra rossa, verde, bianca e blu.


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Un po' di tempo fa avevo messo nero su bianco il modo per farsi la barba senza irritazioni, o almeno quello che per me era il migliore che avevo trovato per le mie esigenze, ma non bisogna mai smettere di sperimentare e quindi ho trovato nuove possibilità. Una variante che ho provato è sostituire la schiuma gel con del sapone da barba.
Il sapone da barba va montato in schiuma quindi serve anche un pennello da barba e una ciotolina, vanno bene anche quelle semplici in plastica che si trovano nei supermercati a uno o due euro.
Ho testato solo i saponi da barba della Proraso, storico marchio italiano, nelle quattro varietà rossa, verde, bianco e blu.

Proraso rossa

Proraso rossa
È la versione per barbe dure, offre una schiuma densa, la più corposa delle quattro che ho provato, ha un forte profumo di sandalo che potrebbe infastidire qualcuno. A me non dispiace, in ogni caso si può smorzare un po' con un'abbondante sciacquata e mettendo poi il proprio dopobarba preferito.
È quella con cui mi sono trovato meglio avendo una barba dura su pelle delicata.

Proraso verde

Proraso verde
È la versione classica, la più facile da trovare nei negozi, forte profumo di menta ed eucalipto, schiuma media densità. È la versione da scegliere se non si sa da quale partire, va mediamente bene per tutti i tipi di barba. Particolarità l'effetto rinfrescante, quindi indicata per la stagione estiva.

Proraso bianco

Proraso bianco
È la versione per pelli sensibili e facilmente irritabili, ha un profumo "frizzante" di lime. Nonostante dichiari una propensione ad evitare arrossamenti e irritazioni, io non ho trovato particolari giovamenti rispetto le precedenti, per me sarebbe da scegliere più per il profumo che per le presunti doti che la renderebbero più adatta alle barba su pelle delicata.

Proraso blu

Proraso blu
È la versione protettiva e idratante, secondo me è la più scarsa, ho ottenuto una schiuma meno densa delle altre e con tendenza a "smontare". Il profumo è abbastanza delicato, sul muschiato, non ho ancora capito se a me piace. La consiglierei solo a chi ha una barba morbida.



Considerazioni
Rispetto alla schiuma pronta in bomboletta il sapone da barba richiede qualche minuto in più per montarla e per stenderla poi sul viso con il pennello, in compenso si prepara meglio la pelle alla rasatura riducendo il rischio di irritazioni. 
Da non sottovalutare anche il risparmio economico (un tubetto costa meno di 2€) e quello ambientale: per una rasatura basta poco sapone (io ne uso meno di un centimetro), quindi un tubetto dura parecchio e il suo smaltimento è più semplice e meno ingombrante delle bombolette.
A parte per quanto riguarda la velocità, la vecchia scuola sembra proprio una buona scuola da seguire per una rasatura della barba diligente.

Portamine mini Koh I Noor Versatil 5228


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Questo portamine Koh I Noor Versatil 5228 mi aveva attirato per la sua dimensione, è lungo solo 11.5 cm (le mine standard da 2 mm bisogna spezzarle perchè non sporgano), non ne avevo mai visti di così piccoli. Esiste in due colorazioni giallo e rosso, preferivo il rosso, ma la disponibilità immediata era per il giallo e allora ho scelto quello.
Sembrava semplice e carina, gli aspetti deludenti si sono palesati al momento dell'uso. Il problema è la resa incerta che offre e la fattura del prodotto scarsa, siamo più vicini al "giocattolino" che alla matita affidabile.

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I difetti che ho riscontrato sono stati troppi: 
- La verniciatura debole, in alcuni piccoli punti critici dei bordi era già saltata via al momento di tirarla fuori dalla bustina di plastica dentro cui si trovava.
- La scrittura che offre è incerta perchè la mina da 2 mm sembra traballare leggermente all'interno, non c'è gioco nel meccanismo a pinza, ma scrivendo la sensazione è che non sia salda.
- Il meccanismo del corpo metallico verniciato che si avvita nella punta metallica si allenta con l'uso e quindi ogni tanto bisogna riserrarlo.
- Scrivendo il tappino in alto tintinna leggermente a contatto con il corpo della matita.
- L'affilamina è incorporato e anche assicurato tramite un meccanismo a vite, purtroppo la tipologia con quattro punte a vista, non produce una punta bella conica bensì una grossolana e, se non si fa attenzione, è facile pure risulti storta.

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Avevo già avuto un altro modello di portamine Koh I Noor, vent'anni fa, e ricordo che si faceva apprezzare per la solidità, tanto da poterla usare per il disegno tecnico, una cosa che in questa Koh I Noor Versatil 5228 non si ritrova proprio.
Tirando le somme funziona, però senza dare soddisfazioni e anzi regalando più di un fastidio, quindi la vedo come una matita che potrebbe accompagnare un'agendina, mentre è sicuramente da evitare se si pensa di sfruttare la dimensione ridotta per farla diventare un portamine da utilizzare per qualsiasi evenienza, qui la qualità scarseggia.

Caran d'Ache 849 nera e blu zaffiro


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La Caran d'Ache è una celebre marca svizzera che produce penne, matite e portamine, si posiziona nella fascia medio-alta del mercato degli strumenti per arte e scrittura, spingendosi ad offrire anche qualche modello di lusso.
Quella che presento è la Caran d'Ache 849 un modello di penna a sfera che esiste in svariate colorazioni e anche in edizioni speciali, tanto da diventare un vero oggetto da collezione.
Le due Caran d'Ache 849 che possiedo sono la versione black metal, in metallo nero opaco, e la blu sapphire, in metallo verniciato blu zaffiro, una tonalità scura del blu (dal vivo appare un po' diverso rispetto alle foto).
Fra queste due versioni preferisco quella nero opaco, nella lucida blu zaffiro rimangono un po' i segni delle impronte.

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Una volta presa in mano una Caran d'Ache 849 la prima sensazione è di una penna solida, comoda da impugnare e bella da vedere, leggermente più piccola della norma, ideale come penna da taschino.
In realtà solo apparentemente solida perché, nonostante il corpo in metallo, nasconde un meccanismo di avvitamento che fa affidamento in un pezzetto di plastica (vedi foto sopra), una scelta discutibile per una penna che si vuole discostare dalla fascia economica, con un costo di partenza intorno ai 20 €.

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Il refill contenuto nelle Caran d'Ache 849 è chiamato Goliath, nella maggior parte dei casi con inchiostro del loro particolare blu cobalto, è di un formato proprietario della Caran d'Ache e dovrebbe garantire 8000 metri di scrittura.
Io avevo scelto per la versione nera una venduta già con refill nero, altrimenti bisogna acquistarlo a parte e sostituirlo.
Il refill standard anche se è dichiarato con tratto medio, a mio parere è più un medio-fino, che lascia un segno preciso e uniforme, senza sbavature, ma anche un po' tenue (vedi immagine sotto con il confronto con le penne BIC cristal)

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Nonostante il refill della Caran d'Ache 849 sia di un formato proprietario, ho visto che si può cambiare con uno classico tipo Parker (modello international G2) a patto di invocare MacGyver e armarsi di taglierino e/o carta vetrata per rimuovere qualche millimetro del retro in plastica del refill tipo Parker, per far in modo che sia posizionabile dentro la Caran d'Ache 849 senza che la punta rimanga fuori.
Io l'ho fatto con successo, qualche volta il meccanismo si inceppa, ma purtroppo si inceppa anche con il refill originale.
Una particolarità della Caran d'Ache 849 è proprio il clic per estrarre la punta praticamente silenzioso, che può piacere o meno (a me piace molto), lontanissimo dal clic deciso delle penne Parker. Per contro, come dicevo, ogni tanto si inceppa e, in alcuni modelli, da me nella blu zaffiro, può capitare di sentire un po' stridere, con il tempo dovrebbe levigarsi e attenuarsi.

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La Caran d'Ache 849 mi ha convinto pienamente per il design e le dimensioni contenute, non altrettanto il meccanismo in parte in plastica e il refill proprietario con un inchiostro poco deciso. 
Se venissero vendute con un refill dalla punta leggermente più larga e soprattutto con un colore più intenso di inchiostro sarebbe veramente l'ideale, certo che un tratto così uniforme difficilmente si trova in altre penne a sfera.
In conclusione è una penna di qualità con qualche punto debole.

Disco esterno USB 3.0 meglio WD o Samsung?

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Volete comprare un nuovo hard disk esterno e siete indecisi sulla marca da scegliere per mettere al sicuro i vostri preziosi dati? Se cercate qualche elementro di confronto ecco qui la mia esperienza con due dischi esterni di case produttrici ben note per la loro qualità: Western Digital (WD) e Samsung.

I due hard disk presi in considerazione sono il WD Elements da 2 TB (95 €) e il Samsung M3 Portable da 1 TB (55 €).

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 [ Disco Samsung con led segnalatore blu, led bianco per WD ]

Il disco esterno Samsung M3 è il primo che ho avuto di questa marca, al confronto con il WD Elements il Samsung risulta più solido, con plastiche di maggior qualità (il WD scricchiola un po'), più facile da prendere, grazie ai lati leggermente incurvati e alla superficie superiore in rilievo.
Il Samsung è anche più silenzioso, ma mi dà un piccolo fastidio quando lo collego su Ubuntu: al momento di smontarlo per rimuoverlo, si rimonta subito da solo. Il rimontaggio automatico si verifica solo con le porte USB 3.0, se lo inserisco in una porta USB 2.0 la rimozione funziona correttamente. Con Windows invece il problema non si presenta, dopo la classica rimozione sicura hardware rimane spento come dovrebbe.
Qui sotto riporto le immagini con i test di velocità eseguiti con CrystalDiskMark 5.1.2 su Windows 10 con i dischi collegati a una porta USB 3.0. L'hard disk Samsung M3 Portable da 1 TB l'ho diviso in due partizioni: una formatta in NTFS e l'altra con FAT32, i benchmark mostrano alcune differenze di prestazioni fra i due file system. Il disco WD Elements da 2 TB è un'unica partizione FAT32.

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Sebbene avessi una predilezione per i dischi WD, perché a suo tempo avevo visto delle statistiche che li mettevano ai primi posti come affidabilità, devo dire che fra questi due preferisco il Samsung per i vantaggi sopra riportati. Devo però sottolineare che il WD Elements l'ho usato molto ed effettivamente non mi ha mai dato problemi, mentre il Samsung M3 Portable l'ho testato meno usandolo solo per backup periodici, ovviamente spero si dimostri affidabile come ha già dato prova nel tempo il WD.

Una via di mezzo fra roller e biro: Schmidt easyFLOW 9000


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Nelle mie esplorazioni web sono incappato in questo refill della Schmidt easyFLOW 9000 M e ho voluto provarlo per forza, mi aveva incuriosito perchè avevo letto che si posizionava fra due tipi ben diversi: il roller e la biro. Non ho mai apprezzato le penne roller, ma ero curioso di vedere qual era il risultato di questa commistione.

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L'effetto dopo la prima parola scritta con l'inchiostro delle easyFLOW 9000 è stato piacevole, mi ha colpito molto questo ibrido della Schmidt, non avevo mai provato qualcosa di simile.
Provo a spiegare la sensazione che dà: è scorrevolissima ma non liquida, asciuga in fretta, lascia un tratto nero pieno, effettivamente è proprio un misto fra una roller e una biro, prende i vantaggi di entrambe.
Ho fatto anche il test resistenza acqua, ossia ho scritto su un foglio poi immerso nell'acqua per vedere se sbiadisce o meno, la scorrevole easyFLOW 9000 resiste senza problemi anche alla prova acquazzone.
Non so ancora se la durata della ricarica sia più vicina a una roller o a una biro, i produttori dichiarano più vicino alla seconda, in ogni caso mi sento di consigliare i refill Schmidt easyFLOW 9000 a chi vuole provare qualcosa di originale per la sua penna Parker o per qualsiasi altra penna compatibile con i suoi ricambi, conosciuti anche come international G2.
I refill Schmidt easyFLOW 9000 si trovano nelle cartolerie di qualità a 5 € circa, ma sul web facendo un po' di scorta a un costo unitario più basso.

La penna per lo studente - Stabilo Exam Grade

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Mi era capitato in passato di consigliare una penna come possibile alternativa alla mitica penna Bic cristal (vedi alla ricerca della penna perfetta), col tempo mi sento di rivedere un po' quel mio giudizio poichè quelle Pepermate Inkjoy non si sono rivelate sempre all'altezza talvolta bloccandosi o inziando a scrivere male. Un'altra penna nella sezione "economiche" che invece si è rivelata ottima nel corso del tempo è quella che presento questa volta: la Stabilo Exam Grade.

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Questa penna fa parte di una linea della Stabilo tutta marchiata Exam Grade che comprende matite, penne, gomme e temperino studiati per soddisfare in particolare le esigenze degli studenti universitari.
I prodotti della linea li ho provati tutti, ma il più riuscito è sicuramente questa penna.

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Ecco in cosa mostra la sue qualità la Stabilo Exam Grade:
  • Inchiostro dal colore deciso, tratto preciso e scorrevole, asciuga in fretta ed essendo una biro non trapassa la carta.
  • Buona la durata, con corpo dotato di sezione trasparente che indica in rimanente numero di pagine di scrittura stimate.
  • Comoda l'impugnatura in gomma dura, da segnalare l'attenzione al particolare con una piccola sporgenza di gomma che serve a non far rotalare per terra la penna se lasciata senza tappo su un piano inclinato.
  • Costo contenuto, siamo lontani dalla super convenienza delle Bic, ma con 1.50 € si porta a casa due penne che scrivono meglio (da notare nelle foto sopra come il nero della Stabilo Exam Grade sia molto più marcato di quello della Bic).
  • Disponibile nei classici colori blu, nero e rosso. Solo con punta media.
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Sembrerebbe tutto fantastico, allora perché non è la mia nuova regina delle penne? Perché secondo me è bruttina.
Se non vi fate condizionare dall'estetica e puntate tutto sulla funzionalità allora vi consiglio di provare questa Stabilo Exam Grade che secondo me offre la migliore qualità di scrittura nella fascia economica. Peccato per il design che non mi attira per niente; certo che il refill di questa Stabilo Exam Grade nel corpo della Bic cristal darebbe vita alla penna ideale per la scrittura di tutti i giorni, peccato che non si può fare.

Consiglio memoria USB drive: Transcend JetFlash 710S e Sandisk Cruzer UltraFit

Transcend JetFlash 710S e Sandisk Cruzer UltraFit
Ormai le memorie USB drive si trovano anche nei supermercati, quasi te le tirano dietro, e mentre i gigabyte di memoria aumentano, le dimensioni e i prezzi diminuiscono. Vi presento due modelli di memoria USB 3.0 che ho testato di recente e mi sembrano di buona qualità, sono:
  • Transcend JetFlash 710s da 32 GB - prezzo circa 13 € [scheda]
  • Sandisk Ultra Fit da 32 GB - prezzo circa 15 € [scheda]
Ad accomunare queste memorie sono le dimensioni ridotte e anche il prezzo è contenuto, all'utilizzatore poco interessato potrebbero andare bene entrambe, ma se volete fare una scelta più oculata vi racconto in cosa si differenziano.
Transcend JetFlash 710S e Sandisk Cruzer UltraFit inserite USB

Come si può vedere dall'immagine qui sopra, una volta inserite le memorie nella porta USB del vostro portatile sporgono poco. Questi modelli sono proprio indicati per i computer portatili, se pensate di usare le vostre memorie solo su computer fissi o smart TV forse vi conviene indirizzarvi su altri modelli di USB drive un po' più grandi, saranno più facili da rimuovere e più convenienti.
Tornando ai modelli in questione si può vedere che il drive USB Transcend sporge un po' più del Sandisk, quello che non si vede nella foto è che la memoria della Sandisk ha anche un piccolo led rosso che fa lampeggiare la zona ad arco, quella fra il nero e l'argentato, quando si accede in lettura o scrittura alla memoria. È da tenere conto, se ad esempio volete vedere un film contenuto nella memoria, durante la visione ogni tanto si illuminerà, io sono abbastanza suscettibile a queste cose, ma devo dire che è poco fastidiosa.
Un'altra cosa che non si vede, ma si sente, è il calore che acquistano queste memorie: la Transcend è un blocchetto di metallo, elegante e resistente, si scalda abbastanza; la Sandisk è completamente di plastica e si scalda molto, anche solo stando inserita (questo mi ha un po' colpito) in ogni caso non sembra influire sulle prestazioni, vedremo sulla resistenza nel tempo.
Veniamo quindi proprio alle prestazioni di questi dispositivi in scrittura e lettura, qui sotto riporto due immagini con i valori indicativi che ho avuto testandole con il programma gratuito Cristal Disk Mark versione 5.1 eseguito su Windows 10 con le memorie collegate a porta USB 3.0

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Risultano entrambe veloci, la Sandisk Ultra Fit raggiuge picchi più alti il lettura, mentre la Transcend JetFlash vince per quanto riguarda la scrittura sequenziale, almeno secondo quanto rilevato dal test.
Se dovessi scegliere una sola fra le due consiglierei la Transcend JetFlash, molto bella, piacevole al tatto, con la possibilità di mettere un laccetto come ho fatto io, nella Sandisk c'è un piccolo attacco che si trova anche su certi cellulari, per filo fino, ma non era contenuto nella confezione.
La Transcend JetFlash sembra anche più resistente, dico sembra perché mi è capitata una piccola disavventura: è il terzo esemplare che ho, le prime due memorie che avevo ricevuto, dopo un test benchmark su Ubuntu, erano diventate inutilizzabili. L'ultima arrivata riportava una piccola differenza rispetto alle prime, nella carta e anche inciso sulla memoria era segnalata come compatibile USB 3.1 (invece che 3.0), ma nonostante ciò non mi sono azzardato a fare di nuovo il test su Ubuntu, se deciderò di correre il rischio aggiornerò il post (sembra strano, ma che sia stato quello a "bruciarle" o ha solo reso evidente un difetto?).

Tappetino da taglio - Wedo

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Avevo visto spesso questi tappetini sopra le scrivanie di chi faceva video recensioni di qualche oggetto tecnologico, ma in realtà il loro vero compito sarebbe quello di fornire una base d'appoggio su cui tagliare qualcosa, in particolar modo vengono utilizzati da chi fa modellismo o patchwork.

Quando capita di dovere usare un taglierino un bel pezzo di scatolone o un vecchio giornale vanno benissimo come base per proteggere la superficie del tavolo da tagli indesiderati, ma se si vuole qualcosa di definitivo e più comodo, un tappetino da taglio vale la pena acquistarlo; così ho fatto io, e ne sono rimasto soddisfatto.
Ho scelto quello della Wedo con dimensioni di 450x300x3 mm e dal colore verde mela (pagato 10 €), lo potete vedere nelle foto.

È un prodotto che consiglierei a tutti, può sempre tornare utile, anche se non si usa direttamente per tagliarci sopra qualcosa, offre un'ottima protezione per la scrivania, o come dicevo prima, un buono sfondo di contrasto per qualche foto o video di oggetti, il reticolo permette di far capire a colpo d'occhio le dimensioni. Oppure lo si può usare come tappetino per il mouse, o base di scrittura o disegno.

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Per chi accetta il consiglio mi sento di suggerire un modello da 45 cm per 30 cm che mi pare risulti il più adattabile a varie esigenze di utilizzo. Solitamente si trovano in vendita con tre formati: piccolo, medio e grande che corrispondono a qualche centimetro in più dei formati standard A4, A3 e A2. Esistono in vari colori, verde scuro, chiaro, azzurro, blu e con vari tipi di reticolo (nel mio modello sono diversi per lato del tappetino).

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Altra attenzione da prestare nell'acquisto è di controllare che sia realizzato con materiale auto-rigenerante. Questa caratteristica mi attirava molto così ho fatto dei test sul mio, devo dire che funziona molto bene per tagli di lieve entità, dopo un po' di tempo si spianano, però se incidete più in profondità i segni dopo qualche minuto diminuiscono ma rimangono visibili, senza comunque pregiudicare un buon utilizzo. 

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Io l'ho usato per tagliare della carta regalo rossa, evidentemente ho inciso anche il tappetino e sono rimasti i segni, credo che si sia rigenerato inglobando il colore perché quando me ne sono accorto ho provato a strofinare un panno leggermente insaponato e non sono riuscito a rimuoverli, nemmeno provando a cancellarli con una gomma bianca.
In ogni caso un tappetino da taglio è uno di quegli oggetti di cui pensate che potreste anche fare a meno, ma quando lo avete vi rendete conto che torna utile spesso e poi dura nel tempo.

Alternativa a Moleskine: agendina Legami

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Seguendo la volontà di trovare un'alternativa alla Moleskine (vedi taccuino Leuchtturm1917) avevo guardato un possibile sostituto oltre che per il taccuino anche per l'agendina. In questo caso ho provato l'agendina bigiornaliera mini della Legami [8€] dichiarata come 100% made in Italy.
Anche questo volta ho deciso di presentare la nuova proposta facendo un confronto con la corrispettiva della Moleskine ossia l'agenda settimanale extra small [11 €]. 


Dimensioni

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Nella foto qui sopra si vedono tre agendine a confronto, da sinistra a destra: la Legami mini (6,5x10 cm), la Moleskine extra small (6.5x10.5 cm) e la Moleskine small (9x14 cm).
Al tatto non c'è storia, molto meglio la sensazione che dà la Moleskine, la "copertina" della Legami appare una via di mezzo fra rigida e morbida non particolarmente raffinata.


Carta e segnapagina

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Ci sono differenze anche per quanto riguarda la carta, sebbene siano entrambe color avorio, quella della Legami appare un pochino più grezza e robusta (80 g/m²), da un lato ha il vantaggio che è ridotto il fastidioso effetto ghosting sul retro di una pagina scritta, anche con le penne ad inchiostro gel, rispetto alla Moleskine (70 g/m²). Dall'altro lato dà un sensazione un po' "ruvida" alla visione complice una stampa poco definita, in particolare le linee delle righe non sono molto uniformi.
Altro aspetto poco piacevole è la scelta di stampare nomi di giorno e mese in 5 lingue diverse (italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco), appesantisce veramente molto la pagina rendendo difficile con un colpo d'occhio avere chiaro mese e giorno della settimana che si sta guardando. Secondo me o le stampi con le singole lingue per paese di vendita, oppure utilizzi solo l'inglese come standard de facto come fa la Moleskine.
Il segnapagina non è presente nell'agendina Legami, come invece accade in tutte le Moleskine, quello giallo che vedete nelle foto l'ho dovuto aggiungere io, recuperandolo da una vecchia agenda e incollandolo con due gocce di colla a caldo. Secondo me era una grave mancanza, tra l'altro se guardate nell'immagine poco sotto potete vedere che nella stilizzazione del layout stampato sul cartoncino esterno c'è disegnato un segnapagina, ma il modello non ne è provvisto in generale, non solo nel mio esemplare. Informazione ingannevole grave, a mio parere, considerato che viene anche venduta incellofanata e non si può controllare l'interno.


Elastico

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L'elastico della Legami è molto largo (1 cm) e dona una piacevole sensazione al gesto di aprire l'agendina, quello della Moleskine mi sembra abbia perso un po' troppa elasticità nel corso del tempo almeno nei miei modelli di agendina ed è più fino e largo la metà.
Complice il materiale non esaltante della copertina, l'elasticone della Legami lascia qualche traccia sulla superficie che però non risulta rovinata, nel senso che il colore non è grattato via, vedremo come si comporterà alla prova del tempo.


Tasca / Matita
La Legami non ha il corrispettivo della celebre tasca interna della Moleskine, nel passaggio da una all'altra mi son ritrovato con alcuni fogliettini da togliere e per quelli che volevo per forza tenere non mi è rimasto che inserirli fra le ultime pagine della Legami, con il rischio che fuoriescano quando la si apre.
A vantaggio della Legami, come si è visto nelle foto sopra, c'è il bonus della matita incorporata, purtroppo è una matita in legno, se finisci o rompi la punta ti serve un temperino per riprendere a scrivere. Forse la scelta migliore era inserire al suo posto un piccola penna oppure, ancora meglio, una mini matita meccanica, così da permettere sempre una pronta scrittura (ovviamente la si può sostituire con quello che preferiamo a nostre spese), ma è anche vero che quello che si deve scrivere nell'agendina è poca cosa, quindi può bastare assicurarsi di avere una punta decente.


CONCLUSIONE
Anche in questo caso il desiderio di trovare una migliore alternativa alla Moleskine è fallito, infatti a conti fatti è proprio lei ad uscire dal confronto vincitrice. Qualche punto a favore la Legami ce l'ha, ma messe una a fianco dell'altra ci si accorge che la Moleskine offre chiaramente una fattura di maggiore qualità con un prezzo superiore solo di qualche euro.